Protezione delle vie respiratorie
in ambito sanitario (rischio biologico e chimico)
In ambito sanitario i respiratori sono utili per la difesa dalla
presenza nell’aria di contaminanti di tipo biologico e/o chimico.
Rischio biologico
Come per tutti gli altri rischi, saranno in ogni caso prioritarie
tutte le misure atte a ridurre la contaminazione ambientale: i
respiratori potranno essere usati in alcuni casi per intervenire sul
rischio residuo. Va ricordato che non esiste una norma di
riferimento specifica per l’utilizzo di tali sistemi filtranti in
presenza di bioaerosoli.
Per situazioni di rischio elevato, come ad esempio, la broncoscopia
è suggerito l’utilizzo delle maschere
FFFP3 per le normali operazioni di assistenza al malato la FFP2.
Rischio chimico
In tutte le operazioni che prevedono l’uso di agenti chimici occorre
privilegiare le misure di prevenzione collettiva quali le cappe.
Preparazione di farmaci antiblastici:
i farmaci vanno preparati sotto cappa a flusso laminare. E’ comunque
utile, per eliminare il rischio residuo, usare maschere filtranti FFP2. Tale misura è di
fondamentale importanza in caso di incidente.
Uso di formaldeide e/o glutaraldeide: nel caso fosse presente un’
efficace aspirazione localizzata non si ritiene obbligatorio l’uso
dei facciali filtranti, se invece, ci si trova in presenza di
ricambio naturale dell’aria, perlomeno nei momenti di maggiore
esposizione, si dovrà indossare un facciale filtrante con strato di
carboni attivi per vapori organici.
Laboratori analisi: nei laboratori dove vengono eseguite
analisi chimico-cliniche e di laboratorio vengono comunemente usate
diverse sostanze chimiche, che vengono però utilizzate in piccole
quantità e/o a ciclo chiuso. Le operazioni che possono comportare
un’esposizione significativa devono essere eseguite sotto cappa.
Nelle comuni routine non è quindi giustificato l’uso di respiratori.
Nel caso di incidenti nei quali si abbiano sversamenti importanti è
bene utilizzare maschere pienofacciali con filtri universali
(A2B2E2K2P3).
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