SARS
(SINDROME RESPIRATORIA ACUTA SEVERA)
In considerazione della
rilevanza assunta dalla SARS (Sindrome Respiratoria Acuta Severa), sia per
l'improvvisa diffusione sia per le gravi conseguenze, si riportano qui di
seguito un elenco di FAQ sull’argomento.
FAQ: LE DOMANDE PIU'
FREQUENTI
SULLA S.A.R.S.
LA MALATTIA
Cosa è la SARS?
SARS è una malattia respiratoria provocata da causa ancora non completamente
nota, identificata in Asia, Nord America ed Europa. Per saperne di più si
possono consultare i seguenti siti:
Quali sono i segni ed i
sintomi della SARS?
La malattia inizia, in genere, con febbre e può sviluppare tosse secca ed
insufficienza respiratoria progressiva, tanto da richiedere, nel 10-20% dei
pazienti, la ventilazione assistita.
In caso di esposizione a
SARS, quanto tempo deve passare perché si comincino ad avvertire i primi
sintomi?
Il periodo di incubazione della SARS è di 7 - 10 gg.
DIFFUSIONE DELLA SARS
Come si diffonde la
malattia?
La via principale è rappresentata dalle goccioline (droplet) diffuse dal malato
nell'aria ambiente attraverso starnuti e colpi di tosse e, successivamente,
inalate da persone a stretto contatto.
Chi è a maggior rischio
di contrarre SARS?
Sulla base di quanto è noto sino ad ora, si può affermare che le persone
maggiormente a rischio sono coloro che hanno avuto stretto contatto con i
malati. Tra questi, gli operatori sanitari ed i famigliari. Si intende per
stretto contatto il prendersi cura, convivere o aver avuto contatto diretto con
le secrezioni respiratorie ed i fluidi corporei dei pazienti con SARS.
Qual è la causa di SARS?
Al momento non si hanno certezze. E' stato segnalato l'isolamento di virus
appartenenti alla famiglia dei Coronavirus , ma con caratteristiche differenti.
Molti laboratori stanno lavorando per sviluppare nuovi test che permettano la
definitiva identificazione dell'agente infettivo.
Vi è un test specifico
per la SARS?
Sono in fase di avanzata realizzazione due nuovi test per identificare la
presenza di anticorpi nel siero.
L' EPIDEMIA
Sino ad ora, quanti nuovi
casi di SARS e di morti per SARS sono stati segnalati?
Ogni giorno, per saperlo con esattezza, è possibile visitare il sito web del
Ministero della Salute sull'aggiornamento
del numero dei casi .
Attualmente, chi è a
maggior rischio di contrarre SARS?
Gli operatori sanitari ed i famigliari dei pazienti con SARS.
Quali sono gli sforzi che
la Comunità Scientifica Internazionale sta facendo per risolvere l' epidemia?
WHO e CDC lavorano insieme in un Piano che coinvolge
molti ricercatori a livello internazionale. L'attività è mirata sia alla ricerca
di base che a stabilire linee di indirizzo nell'ambito della prevenzione della
trasmissione.
Vengono dati avvisi ai
viaggiatori allo scopo di prevenire e controllare la trasmissione di SARS?
Il personale di porti ed aeroporti consegna note
scritte che allertano i viaggiatori sul possibile rischio di esposizione a SARS.
Tali note avvisano i viaggiatori di controllare la loro salute per 10 giorni
dopo il rientro e di avvisare il proprio medico curante in caso di comparsa di
febbre ( >38°C), tosse e difficoltà a respirare. Il personale di volo è anche
allertato a identificare e segnalare pazienti che presentino i sintomi di SARS.
A quali viaggiatori
vengono consegnate tali indicazioni?
Viaggiatori che rientrano da Cina, Hong Kong, Hanoi,
Vietnam, Singapore e Toronto.
Vi sono limitazioni nei
viaggi?
Al momento attuale si raccomanda di procrastinare
viaggi non indispensabili in Cina, Hong Kong, Hanoi, Vietnam, Singapore e
Toronto.
Qual è il ruolo del
personale sanitario di porti ed aeroporti?
Il personale è obbligato a segnalare ed a prendersi cura dei passeggeri in
arrivo ammalati.
Quali sono i rischi per i
passeggeri che hanno viaggiato insieme ad un paziente con SARS?
La malattia sino ad ora è stata identificata prevalentemente in contatti
stretti. E' comunque richiesto che i compagni di viaggio di un soggetto con SARS
controllino il loro stato di salute per 10 giorni dopo il rientro. Le Autorità
Sanitarie di Aeroporto danno le indicazioni specifiche del caso.
Cosa si deve fare nel
sospetto che un passeggero abbia la SARS?
Il personale di bordo dell'aereo ha già un protocollo specifico da seguire.
GESTIONE CLINICA DELLA SARS
Gli operatori sanitari incaricati della prima valutazione (triage) dovrebbero immediatamente smistare le
persone che si presentano con sintomi di tipo simil-influenzale
verso una area separata di valutazione, al fine di minimizzare il
rischio di trasmissione ad altri pazienti in attesa. Le persone con
sintomi sospetti dovrebbero indossare mascherine chirurgiche
fintanto che la SARS non venga esclusa.
Gestione di casi sospetti
- esaminare immediatamente i casi sospetti,
tenendoli possibilmente separati dagli altri pazienti in attesa
- munire i casi sospetti di mascherina
chirurgica
- effettuare un’accurata anamnesi,
raccogliendo informazioni circa recenti viaggi e contatti
personali, in particolar modo se i casi sospetti siano venuti a
contatto nei 10 giorni precedenti con persone affette da
sindrome respiratoria acuta
- eseguire radiografia del torace ed emocromo
completo
- Se la radiografia del torace è normale:
- trattare il caso secondo la prassi corrente
e la severità clinica
- eventualmente dimettere con l’avvertenza di
ritornare immediatamente presso la struttura sanitaria se i
sintomi respiratori dovessero peggiorare
- fornire consigli su misure di igiene
personale e, in particolare, sul lavaggio delle mani e
raccomandare di rimanere a casa fino alla remissione dei
sintomi, evitando luoghi affollati e mezzi di trasporto pubblici
- notificare il caso sospetto secondo le
modalità indicate nella sezione Notifica
Se la radiografia del torace dimostra infiltrati
unilaterali o bilaterali con o senza infiltrato interstiziale, il
caso va classificato come PROBABILE
Gestione di casi probabili
- ricoverare in ospedale in isolamento, in
stanze singole oppure nelle stesse stanze in cui siano
ricoverati altri casi di SARS
- effettuare accertamenti eziologici mediante
prelievo, almeno a giorni alterni, di adeguati campioni clinici
per indagini di laboratorio e per l’esclusione di altre cause
note di polmonite atipica:
- tamponi faringei o nasofaringei, per
esami batteriologici e virologici
- sangue per emocoltura e per sierologia,
compresa l’esecuzione di test per agglutinine a freddo ed
altri test sierologici ritenuti appropriati
- urine, per la ricerca di antigeni
batterici
- sputo, escreato
- lavaggio bronco-alveolare
- monitorare l’emocromo completo almeno a
giorni alterni, per la valutazione della formula leucocitaria e
del numero delle piastrine
- eseguire altre radiografie del torace o
altri accertamenti strumentali, sulla base delle indicazioni
cliniche
- trattare sulla base delle indicazioni
cliniche
- raccogliere dati utili ad identificare i
contatti ravvicinati del caso, dal momento dell’insorgenza dei
sintomi
- notificare il caso probabile secondo le
modalità indicate nella sezione Notifica.
I campioni clinici dovrebbero essere conservati
per eventuali indagini aggiuntive, nel caso non si arrivasse subito
ad una diagnosi definitiva.
Trattamento
Poiché l’eziologia di questa sindrome non è
ancora stata chiarita, non possono essere date raccomandazioni
specifiche per il trattamento clinico dei casi; la terapia dovrebbe
comunque comprendere copertura antibiotica per microrganismi
associati a polmoniti, di eziologia non chiara, acquisite in
comunità.
Gestione di contatti di casi sospetti e
probabili
Si definisce come contatto una persona che abbia
avuto contatti ravvicinati (coabitazione nello stesso appartamento,
assistenza sanitaria, contatti con secrezioni respiratorie o altri
fluidi biologici) con un caso sospetto o probabile di SARS
rispondente alle definizioni di caso.
Nel caso di contatti, le indicazioni sono le
seguenti:
-
Fornire informazioni circa i possibili
sintomi clinici della SARS e le modalità di sorveglianza
-
Prendere nota di nome, indirizzo e recapiti
previsti nei 10 giorni successivi
-
Nel caso si manifestassero sintomi
respiratori, richiedere che:
-
a circostanza venga riferita
immediatamente al medico/autorità sanitaria
-
i si astenga dal lavoro finché non si
siano ricevute istruzioni dall’autorità sanitaria
-
i evitino luoghi pubblici finché non si
siano ricevute istruzioni dall’autorità sanitaria
-
i riducano i contatti con componenti
della propria famiglia e con conoscenti
Controllo delle infezioni in ambito
ospedaliero
Nell’assistenza sanitaria di pazienti con
sospetta o probabile SARS, l’OMS raccomanda la stretta osservanza
delle precauzioni standard relative alla prevenzione di trasmissione
dovuta a contatti con fluidi corporei, goccioline di saliva,
aerosol.
I casi sospetti o probabili di SARS dovrebbero
essere posti in isolamento e sistemati, in ordine decrescente di
preferenza:
-
in stanze con pressione negativa e porta
chiusa
-
in stanze singole con bagno separato
-
con pazienti con la stessa patologia, in
stanze a più letti o in corsia con sistema di aerazione
indipendente
Se non è disponibile una fonte indipendente di
aria, si raccomanda di spegnere il sistema di condizionamento
dell’aria, se centralizzato.
I pazienti per i quali la valutazione per SARS è ancora in corso
dovrebbero, per quanto possibile, essere separati da quelli ai quali
è già stata diagnosticata la sindrome, almeno a livello di caso
probabile.
Nel trattamento e nell’assistenza di pazienti
con SARS, dovrebbero essere usati, come da prassi, materiali
monouso. Se dovesse essere necessario riutilizzare dispositivi
medici, questi dovrebbero, di prassi, essere sterilizzati, secondo
le istruzioni fornite dai produttori. Le superfici dovrebbero essere
pulite con disinfettanti di provata efficacia ad alto spettro
(battericidi, fungicidi e virucidi).
Gli spostamenti dei casi probabili di SARS dovrebbero essere evitati
il più possibile.
I pazienti con probabile SARS che vengono trasferiti ad altri
reparti/strutture, dovrebbero indossare una mascherina chirurgica
per ridurre la dispersione di droplets. Le mascherine monouso N95 (standardizzate dalla NIOSH, l’ente
statunitense di standardizzazione dei lefts for Disease Control
and Prevention), spesso usate come protezione contro altre infezioni
respiratorie altamente trasmissibili, quali la tubercolosi, sono da
preferire se tollerate dai pazienti.
Si consiglia agli operatori sanitari di indossare maschere ogni volta che esista
la possibilità di spruzzi o schizzi di sangue o di altri fluidi
corporei o in situazioni in cui possa avvenire la diffusione di
infezioni per via aerea.
Tutto il personale dovrebbe indossare una mascherina N95 nella stanza di
un paziente con SARS sospetta o confermata. Le mascherine
chirurgiche sono un’alternativa meno efficace rispetto alle maschere N95.
Il lavaggio delle mani è la misura igienica più importante nella
prevenzione della diffusione dell’infezione. I guanti non sono
un’alternativa al lavaggio delle mani. Le mani dovrebbero essere
lavate prima e dopo contatti significativi con qualsiasi paziente,
dopo attività che possono causare contaminazione e dopo la rimozione
dei guanti.
In particolari circostanze, quando non siano immediatamente
disponibili acqua e sapone, possono essere usati disinfettanti
cutanei a base di alcool.
Si consiglia agli operatori sanitari di indossare guanti in tutti i
contatti con il paziente. I guanti dovrebbero essere cambiati tra un
paziente e l’altro e dopo qualsiasi contatto con oggetti
presumibilmente contaminati da secrezioni respiratorie (maschere,
tubi per ossigeno, sonde nasali, tessuti).
Camici, con grembiuli impermeabili, e copricapo dovrebbero essere indossati
durante procedure mediche e attività del paziente che si ritiene
possano generare schizzi o spruzzi di secrezioni respiratorie. Gli operatori sanitari dovrebbero
indossare occhiali protettivi o schermi facciali durante
procedure in cui possono potenzialmente prodursi schizzi, spruzzi di
sangue o di altri fluidi biologici.
Le precauzioni standard dovrebbero
essere applicate ogni volta che si manipoli un qualsiasi rifiuto
ospedaliero. Tutti i rifiuti dovrebbero essere manipolati con
attenzione per evitare lesioni da oggetti taglienti non visibili
(che potrebbero non essere stati posti negli appositi contenitori). Guanti e indumenti protettivi dovrebbero essere indossati ogni
volta che si manipolino sacchi e contenitori per rifiuti
ospedalieri.
Per quanto possibile, dovrebbe essere evitata la manipolazione
diretta dei rifiuti. I rifiuti ospedalieri devono essere posti in
adeguati sacchi impermeabili o in appositi contenitori etichettati e
smaltiti in sicurezza secondo le normative vigenti.
Notifica
Casi sospetti o probabili di SARS rispondenti alle definizioni di
caso, sopra riportate debbono immediatamente essere notificati,
contestualmente e con mezzi rapidi (telefono, fax, posta
elettronica) a:
-
Ministero della Salute - Direzione Generale
della Prevenzione - Via Sierra Nevada, 60, 00144 Roma, fax 06
5994 4242, e-mail: dpv-oemi@sanita.it
-
Azienda Sanitaria Locale competente per
territorio
-
Assessorato Regionale alla Sanità
CRITERI PER LA DIMISSIONE ED IL FOLLOW-UP DEI PAZIENTI AFFETTI DA
SARS
Sintomi clinici:
Test di laboratorio (se precedentemente
alterati):
-
globuli bianchi (linfociti) nel range di
normalità
-
conta piastrinica normale
-
CPK normale
-
test di funzionalità epatica normali
Reperti radiologici:
Follow-up dei convalescenti
I pazienti dimessi dovrebbero monitorare e registrare la temperatura
corporea due volte al giorno. Qualora la temperatura salisse ad
almeno 38°c in due occasioni consecutive, essi dovrebbero consultare
la struttura di dimissione.
Ad una settimana dalla dimissione o prima, laddove il clinico lo
ritenga opportuno, dovrebbero essere ripetuti: radiografia del
torace, emocromo e tutti gli altri test precedentemente alterati.
Successivi controlli sono raccomandati sino al momento in cui il
quadro radiologico e clinico ritornino nella norma. Come parte del
follow-up l’OMS richiede che 3 settimane dopo l’insorgenza dei
sintomi venga effettuato un esame sierologico, da consegnare alla
struttura di dimissione.
L’OMS suggerisce inoltre che i pazienti dimessi evitino di
riprendere lavoro/scuola/comunità per almeno 14 giorni (cioè per un
periodo doppio rispetto al periodo di incubazione massimo al momento
conosciuto). Durante tale periodo i pazienti dovrebbero permanere al
proprio domicilio, limitando al minimo eventuali contatti. I
pazienti dovrebbero essere infine informati di ritornare alla
struttura sanitaria di dimissione al primo ricomparire di sintomi.
(Fonte: Ministero della Salute - Direzione
Generale della Prevenzione)
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